IL RESTAURO

I motivi dell'intervento Dall'inizio degli anni Ottanta, la Domus Aurea, fino a quel momento solo parzialmente aperta alla visita degli studiosi e degli specialisti, venne definitivamente chiusa per ragioni di sicurezza e di conservazione. Urgeva infatti eseguire immediati e accurati controlli sulla sicurezza statica delle strutture murarie, sullo stato di degrado delle pitture e degli stucchi, sui pericoli derivanti dalle acque piovane: Domus Aura (ingresso principale) venne quindi avviato un articolato programma di ricerca, a cura della Soprintendenza Archeologica di Roma e dell'Istituto Centrale per il Restauro, finalizzato soprattutto all'individuazione dei criteri guida da porre alla base e degli interventi conservativi e delle realizzazioni di impianti per la sicurezza e l'illuminazione delle sale. Gli specialisti, architetti, archeologi, storici dell'arte, restauratori, si trovarono a dover affrontare numerosi e complessi problemi, tra i quali: " Il problema delle pitture, che apparivano ricoperte di una patina bianca compatta di sali, causata principalmente dalle infiltrazioni d'acqua esterna; a questa si aggiungevano strati di terra, sedimentazioni calcaree e danni causati da vari microrganismi; " Il problema delle strutture murarie, visibilmente danneggiate dalle infiltrazioni di acque piovane, dalle radici degli alberi e dal terreno del giardino soprastante. A ciņ si aggiungeva l'eccezionale dimensione del complesso antico, formato da 150 stanze per la maggior parte coperte da volte a botte alte tra i 10 e gli 11 metri, che apparve straordinaria agli occhi dei contemporanei di Nerone e che appare straordinaria ancora oggi a noi. Le sperimentazioni dirette eseguite dall'Istituto Centrale per il Restauro e dalla Soprintendenza Archeologica di Roma fra il 1983 e il 1986, relative al confinamento degli ambienti, al nuovo tipo di illuminazione artificiale e al controllo della dinamica dei fenomeni di degrado, hanno consentito l'acquisizione di dati certi, che sono stati posti alla base degli interventi di restauro successivi.